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Chapter 1

U
n contadino aveva dodici figlie e l'una non riusciva a prendere in braccio l'altra perché ogni anno quella buona massaia di Ceccuzza, la mamma, gli faceva una spernacchiatina, così che il poveruomo, per far vivere onoratamente la famiglia, andava ogni mattina a zappare a giornata e non avresti saputo dire se era più il sudore che gli colava a terra o la saliva che si sputava sulle mani: basta dire che con il poco delle sue fatiche riusciva a mantenere tutte quelle ranocchie bambinocchie, giusto che non morissero di fame. Ora, mentre questo si trovava un giorno a zappare ai piedi di una montagna, vedetta degli altri monti, che metteva la testa sopra le nuvole per vedere cosa si combinava nell'aria, dove c'era una grotta così profonda e buia che il Sole aveva paura ad entrarci, da questa uscì un lucertolone verde grande quanto un coccodrillo e il povero contadino restò così spaventato che non ebbe la forza di squagliarsela e da un'apertura di bocca di quella brutta bestia aspettava la chiusura dei suoi giorni. Ma il lucertolone si fece più vicino e disse: "Non avere paura, uomo dabbene mio, perché non sono qui per farti alcun dispiacere, ma vengo soltanto per il tuo bene". Sentendo questo Masaniello, così si chiamava il contadino, le s'inginocchiò dinanzi, dicendole: "Signora come-ti-chiami, io sono nelle tue mani: agisci da persona dabbene e abbi compassione di questo poveruomo, che ha dodici piagnucolone da far vivere". "Per questo", rispose la lucertola, "io sono venuta ad aiutarti; perciò portami domani mattina la più piccola delle tue figlie, perché me la voglio crescere come una figlia e tenermela cara quanto la vita". Lo sventurato padre, sentendo questo, restò più confuso di un ladro quando gli viene trovata la refurtiva addosso, perché, sentendosi chiedere la figlia dalla lucertolona e anche la più piccolina, ne dedusse che la faccenda puzzava e che la voleva come pillola purgativa per evacuare la fame. E disse fra sé: "Se io le do questa figlia, le do l'anima mia; se gliela rifiuto, si prenderà questo corpo; se non gliela concedo, mi toglie le ciliegine; se la contraddico, si succhia il mio sangue; se acconsento, mi toglie una parte di me stesso; se rifiuto, si prende me tutto intero. Che decido? che scelgo? Che scusa trovo?